Il volontariato sociale sul problema amianto: sussidiari o sostitutivi?
RELAZIONE CONCLUSIVA (vedi foto del evento)
Sabato 13 ottobre 2007 presso la Stazione Marittima di Trieste si sono svolti il convegno dal titolo “ Il volontariato sociale sul problema amianto: sussidiario o sostitutivo” e la tavola rotonda “Amianto, lo stato dell’arte: previdenziale, giuridico, medico-epidemiologico della ricerca genetica, ambientale, ruolo e importanza della comunicazione”.
La manifestazione è stata promossa da “AeA regione FVG” e “AeA Monfalcone-Amianto mai più”, con la collaborazione del Centro Servizi Volontariato del FVG e dell’Assessorato regionale al Volontariato.
L’appuntamento ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati grazie ai dettagliati interventi di qualificati esperti del settore che sono riusciti a mettere a confronto i molteplici aspetti del problema amianto.
In tutti gli indirizzi di saluto ed interventi iniziali del convegno è stato messo in evidenza come le attività di associazioni di promozione sociale e patronato come le AeA sono indispensabili per mediare i bisogni e gli interessi dei propri aderenti con le istituzioni.
Di fatto le AeA, com’è stato rilevato, sono sussidiarie nella rete di relazioni istituzionali, anche se non sempre adeguatamente valorizzate e sostenute, ma a volte anche sostitutive, ovvero non solo mediatrici di bisogni, ma anche dirette patrocinatrici di istanze nei confronti dei livelli istituzionali competenti.
Non sempre, infatti, il dialogo diretto con le Aziende Sanitarie, l’INPS o l’INAIL, ecc. risulta semplice e costruttivo. Comune e Provincia, ma in particolare la Regione fa difficoltà a farsi parte attiva su tutti i temi (questioni previdenziali, legali, assistenziali, mediche, ecc) per cui risulta indispensabile il rapporto autonomo, diretto e quindi sostitutivo, della stessa AeA con i competenti ministeri, le sedi nazionali degli istituti o il governo.
Alla prima parte dell’incontro, moderata dalla giornalista Silvia Stern, hanno preso la parola l’assessore regionale al Volontariato Roberto Antonaz, che ha confermato la volontà del Governo regionale di dare piena attuazione alla Legge regionale sull'amianto. Antonaz ha anche lodato il lavoro fatto dalle Associazioni esposti amianto, "che con il loro impegno stanno facendo in modo che anche questa non diventi una delle tante tragedie dimenticate del nostro Paese".
Il dott. Dario Mosetti ha portato i saluti del direttivo del Centro Servizi Volontariato sottolineando l'importanza di questa istituzione in regione. Sono intervenuti poi il vice prefetto Luigi Viana, che ha definito il volontariato “una forza per tutta la nazione” e i due presidenti delle Associazioni degli Esposti di Trieste e Monfalcone: Aurelio Pischianz e Davide Bottegaro. Presenti anche i rappresentanti delle analoghe associazioni di Slovenia.
La prima parte si è chiusa con l’intervento del prof. Claudio Bianchi, anatomopatologo che ha descritto, statistiche alla mano, la situazione degli esposti all'amianto in Italia e nel mondo.
Nel corso della successiva tavola rotonda, moderata dal prof. Emilio Mortilla, presidente nazionale dell’Ageing Society, si sono poi succeduti gli interventi tecnici del dott. Roberto Riverso, giudice del Lavoro del Tribunale di Ravenna che ha parlato del ruolo della Magistratura nella tutela dei lavoratori esposti all’amianto.
Si è soffermato sulla necessità “di rimediare alla vergognosa negazione del beneficio previdenziale nei confronti dei pensionati ante ’92” e di prevedere una regola che neutralizzi il danno economico provocato dal ritardo ingiustificato frapposto da INAIL, IPSEMA, INPS, ecc. al riconoscimento del diritto alla rivalutazione previdenziale in sede amministrativa”.
Secondo Riverso, inoltre, anche gli esposti all’amianto dovrebbero poter intentare un’azione di risarcimento del danno anche sotto il profilo esistenziale: per la loro diminuita qualità della vita e per la semplice messa in pericolo della salute “dato che chi viene riconosciuto come esposto ha subito un’ ingiustizia, perché non doveva essere esposto a sostanza nocive nel luogo di lavoro”.
Sono seguiti poi gli interventi dell’avv. Ezio Bonanni sulla situazione giuridica e medica e sulle carenze della Magistratura, dell’Inail e dell’Inps per quanto concerne gli esposti del Friuli Venezia Giulia sottolineando come Inail ed Inps “agiscano in modo inefficiente”.
Il prof. Umberto Galderisi nel corso del suo intervento ha denunciato non solo una carenza di fondi pubblici, ma anche una troppo lenta erogazione che non permette di programmare ricerche su un adeguato orizzonte temporale. In questo contesto sono state due le principali conclusioni di Galderisi: “eliminando l’IVA sui prodotti destinati alla ricerca e sui finanziamenti si avrebbe un incremento immediato del 20% dei fondi disponibili e defiscalizzando in maniera adeguata le donazioni alle fondazioni ed ai centri di ricerca si renderebbero disponibili più donazioni da parte di privati per il finanziamento della ricerca”.
Per l’Ispesl ha preso la parola la dott.ssa Federica Paglietti, ricercatrice dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro che in un dettagliato intervento ha fatto il punto della situazione sull’incidenza delle malattie, sulla situazione del Registro nazionale, sulla prevenzione e sugli ulteriori rischi possibili.
I lavori sono stati chiusi dal dott. Andrea Ferrara, delegato per il nord est del ministero dell'Ambiente.
Il Presidente AeA regione FVG Onlus
Pischianz Aurelio