Alla sia pure buona organizzazione curata da Fulvio Aurora non ha certo corrisposto un’adeguata affluenza di pubblico e di “addetti ai lavori” a Venezia, nell’isola di San Servolo, in occasione del convegno citato che peraltro annoverava, fra i relatori, personalità come i senatori Felice Casson e Stefano Zuccherini e il dottore Enzo Merler (Registro dei mesoteliomi del Veneto). Le delegazioni delle associazioni esposti amianto presenti nel Friuli Venezia Giulia erano presenti, una presenza comunque doverosa che peraltro si riscontra – non senza sacrifici – spesso in occasione di manifestazioni come quella promossa dall’associazione esposti amianto ed altri rischi ambientali di Venezia, in collaborazione con la San Servolo Servizi che ha ospitato nella bella struttura isolana la manifestazione. Dopo una panoramica sui problemi aperti, con una proiezione su un futuro possibile (interessanti i passaggi relativi alla grande incidenza delle cause e l’affermazione che i riconoscimenti delle M.P. devono diventare di competenza delle UOPSAL), svolta da Aurora, ha preso la parola il dott. Merler che non ha esitato a definire il mesotelioma pleurico: un tumore che rappresenta una pandemia universale, condizionata da fattori ambientali. In Europa – dice Merler – chi ha iniziato seriamente la lotta all’amianto negli anni ’70 vede già in regresso i mesoteliomi, ma chi come noi ha iniziato soltanto dopo il 1992 vedrà in aumento la malattia (verso il 2 x 100.000 abitanti, lo afferma Ugo Pastorino, chirurgo di Milano, in un recente studio pubblicato da un’importante rivista americana). Qui si impone, prepotentemente la domanda: a che punto siamo con la “diagnosi precoce”? A seguire la relazione del senatore Casson che si sta prodigando, in questi mesi, a diffondere la sua proposta di legge che però, ammonisce il senatore Zuccherini (Commissione Lavoro e Previdenza sociale), viene tenuta bloccata dalla stessa maggioranza. Nulla di particolarmente rilevante da parte degli altri interventi se non quello dell’avvocato Cisternino che afferma, in mezzo a tante cattive notizie, esserci una buona nuova in merito ai marittimi che però – riferendosi al documento matricolare in sostituzione… – per noi, che l’avevamo avuta dal Sottosegretario in persona a Roma mesi fa, rimane un problema aperto a causa dell’ormai prolungata latitanza del necessario Decreto annunciato da tempo. Apprendiamo altresì che vi sono delle lodevoli interrogazioni parlamentari su costi, comportamenti differenziati all’interno della Magistratura e degli stessi Enti amministrativi, etc. Sugli esiti parlamentari… non si sa, ma sppiamo bene che future (prossime) migliaia di morti per malattie amianto correlate non riescono a fare notizia così come, invece, fanno purtroppo notizia notizia le gazzarre (indegne) parlamentari.
Abbiamo avuto la sensazione che mancasse qualcosa. Forse le comunicazioni e-mail dei giorni seguenti in merito all’effettiva consistenza dell’AIEA e l’apparente coincidenza della manifestazione con altra analoga che si tiene però ad intervalli biennali hanno, almeno in parte, fugato alcuni dubbi. Ma non ci soffermiamo su questo poiché, lo abbiamo detto anche al microfono durante l’importante convegno non governativo sull’amianto di Monfalcone alcuni anni fa, è basilare che il movimento (piace chiamarlo così) crei alleanze e non divisioni ed antagonismi. La diversità è un patrimonio, l’unione ne è una logica conseguenza, almeno per le battaglie principali, dove cioè c’è assoluto bisogno di collaborazione reciproca. A proposito di ciò siamo lieti di partecipare, a tutti, che le Associazioni degli esposti amianto nel Friuli Venezia Giulia, ovvero l’Associazione di Monfalcone e quella della regione FVG, proprio dopo un breve incontro durante i lavori di Venezia nell’isola di San Servolo, hanno deciso che era giunto il momento di cambiare pagina, ovvero di collaborare lealmente e con pari dignità. Diamo atto che è merito del presidente Davide Bottegaro avere rotto il ghiaccio e di questo gli siamo sinceramente grati.
R.F.

|